Andrea H. Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

Lava Lava Love - You Lite

C’è una canzone che parla di un vecchio bordello, ma io non so perché, oggi mi sono svegliato e la stavo canticchiando, quella canzone.


La canzone parla di un approfittatore meschino, che nessuno vuole come amico, ma tutti gli raccontano i loro segreti. Io stavo facendo colazione e la confezione dei biscotti era quasi finita.


Ad un certo punto, la canzone fa una lunga pausa, e il chitarrista, se è bravo, fa un assolo ragguardevole. Io ho fischiettato quella parte mentre stavo facendo la pipì, la faccio sempre, al mattino, dopo la colazione.


Poi arriva il momento di tirare l’acqua e suona il telefono. Tiro l’acqua, rispondo e niente, non sono più riuscito a finire la canzone. Qualunque cosa questo significhi. 

Sono stato via per un po’. Soprattutto da questo blog.
 Ma ora torno, anche con una nuova veste grafica.

Hitchock, ovvero la strategia della tensione

Tesi: La domenica è bella

Se il sabato sera va per il verso giusto: si beve ma non troppo, si incontrano facce amichevoli, si passa una bella serata con degli amici, allora capita anche di addormentarsi felici e di svegliarsi sereni. La domenica, ammettiamolo, può iniziare bene. C’è bel tempo, il divano è libero, un bel filmetto oppure una serie tv appena scaricata, i proprio ritmi (poco più che quelli fisiologici) e tutto sempra poter andare per il verso giusto.

Antitesi: La domenica è noiosa

L’horror vacui e l’horror pleni sono due facce della stessa medaglia. E quella medaglia si chiama domenica. non avere nulla

da fare, nella fattispecie, è deprimente. “Ho una giornata completamente libera e la spreco”, si pensa. E, in effetti, è così. Si avrebbero mille cose da fare, mille progetti a cui metter mano, ma niente. Abbracciare mille ipotesi per poi non concretizzarne manco una. La noia riempie le intercapedini tra le nostre cellule. Saremo pure fatti all’80% d’acqua, ma siamo fatti al 99% di noia.

Sintesi: La domenica è una corda tesa

La domenica è una corda tesa, tra fare e il non-fare. Ovvero, per provare a trovare una conclusione: se le cose vanno bene, temiamo che dietro l’angolo ci sia qualcuno con un coltellaccio pronto a fare uno spezzatino delle nostre membra. Se le cose vanno male, tendiamo a autocomisserarci, perché è domenica e, dio piacendo, sopravviveremo fino al tanto odiato lunedì. Ogni passo può essere quello falso, la tensione è palpabile, di domenica. Una buona giornata  potrebbe diventare uggiosa. Come in un film di Hitchcock, i buoni temono il peggio, ogni secondo.

Potevi evitare.

Per me Steve era un pirata, quindi pochi pianti e tanto onore.

Domani torno in Italia.

Tutto quel che posso dire è che cambio un po’ ogni giorno, e che sono differete.

Certe volte sono in cielo, come un aquilone al vento, che poi a terra ricadrà.

Scendo dal treno sapendo che sono giusto un po’ in anticipo. Cosi prendo la via piu’ lunga, che poi e’ anche la piu’ trafficata, per arrivare al pub. Poi ripensandoci mi rendo conto che di vie trafficate ne ho viste tante. Svolto in quelle laterali.

Tante case. Tutte a schiera, come dove abito io a Stratford. Beh, dietro ad una finestra vedo una donna che si spoglia. La serata inizia bene. Continuo a camminare in mezzo a ste casette e una famiglia porta la spesa in casa. Giro un angolo, percorro la strada e finiscono in un vicolo buio. Meglio evitare. Giro i tacchi e dietro di me sento muoversi qualcosa. Un gatto stava aprendo un sacco dei rifiuti. C’e’ gente che si fa baciare, dai gatti.

Entro nel pub, sono il quarto ad arrivare. Una ragazza italiana (che chiameremo Varese) un inglese (che chiameremo Pelato) una slovacca (che chiameremo Slovacca). Mi presento e indosso il costume da Alice nel Paese delle meraviglie. Un vestitino con i fiori e due nastini per farli le trecce.

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